La mia subway… non fu la subway

All City WritersSecondo testo in versione integrale scritto nel 2008 per il libro All City Writers  (il primo è questo) che puoi acquistare cliccando sull’immagine.

Quando a Milano finalmente ci accorgemmo delle Ferrovie Nord ed in generale dei treni (intorno al 1992/1993), in città si dipingeva già da oltre un decennio. Non è che i treni non fossero mai stati presi in considerazione, semplicemente per oltre un decennio i writer di Milano avevano dato il loro meglio sui muri. Percorso anomalo che aveva regalato i natali ai più celebri hall-of-fame italiani. Ad esempio Roma, che negli stessi primi anni ’90 dava inizio ad una scena di train-writing invidiataci da tutto il mondo, proprio su questo profilo legato alla metro costruì invece i propri miti.

Dunque la differenza fu sostanziale: quando la scena milanese improvvisamente si riversò sui treni delle Nord, si trattava di una cultura con tratti specifici già molto sviluppata e con una quantità e qualità di writer assolutamente unica e soprattutto già matura e preparata. Le difficoltà e asperità di una scena così aggressiva e competitiva non potevano non mettere in luce artisti straordinari. Style matters! Così potremmo riassumere la filosofia cittadina dell’epoca. Non quantità – sebbene anche quella ci fosse – ma qualità, originalità degli stili, indipendenza dai più comuni trend europei, legame diretto con i primi maestri newyorkesi (Phase 2, Vulcan, Sharp) piuttosto che con quelli europei.

True Hardcore Playerz, formata alla fine del 1991 e ancor oggi attiva, non faceva eccezione. Sulle rotaie delle Nord ho vissuto anni intensi, da cui ho imparato molto: più o meno da 1993 al 1997. Insieme a Clock, Done, Yazo, Mastro K e Phast formavamo un nucleo compatto eppure ciascuno con stili veramente molto personali. Tanti credevano fossimo parecchi di più perché alcuni di noi utilizzavano anche altri pseudonimi… Sea, Luana, H2O, Pepor, Aria, 2Mas, Metro, Chart, Opium, Moma. A ciò aggiungiamo anche i pezzi dipinti da Teatro e KayOne e sarà facile capire perché ritenevo assolutamente normale incontrare i miei migliori amici in stazione Cadorna e passarvi intere giornate.

Visto che con Kay davo vita a Tribe, la più famosa fanzine dell’epoca, possedevamo contatti internazionali che pochi avevano e così difficilmente correva mese senza che portassimo con noi qualche ospite straniero. Ricordo Sharp, Smith, Loze, Kid, Opak, Honet, Bates, Jame, Vons e tanti altri. Con alcuni di questi sono rimasto in ottimi rapporti, sebbene le strade intraprese siano ormai differenti.

Le Ferrovie Nord erano un microcosmo a parte. Ci conoscevamo quasi tutti di persona. Facendo parte della prima ondata che aveva personalmente scoperto ogni possibile yard, consideravo tutta la linea come fosse casa mia. Ecco, forse questo è un punto significativo: non stiamo parlando di una linea metropolitana, ma di una linea regionale, con molta più percorrenza e molti più mezzi, qualcosa che veramente potrebbe essere paragonata alla New York degli anni ’70. I sistemi metropolitani italiani, infatti, sono limitati a poche e brevi linee: sulle Nord dovevi conoscere yard distanti un’ora di auto da Milano per avere la certezza di trovare l’indomani il tuo treno da fotografare in stazione Cadorna, non tutti vi giungevano.

Quindi era abbastanza facile che tutti noi “esploratori” dell’epoca ci incrociassimo in questi luoghi. O che addirittura le crew si mischiassero per ottimizzare l’utilizzo delle auto (a quell’età non tutti ne possedevano una). Mi è capitato varie volte di andare a dipingere con Shot, Drop, Dra (CKC) o Krana, Ranx, Intru, Zoc (SIC) oppure anche con Furto e Guen (DCN). Si verificarono periodi in cui certe yard erano realmente sovraffollate, situazioni al limite. Come dimenticare Asso? All’inizio ci andavamo con le birre negli zaini, dipingendo whole-car in banchina per tutta la notte e prendendo gli stessi treni dipinti per tornare a Milano il giorno successivo! Per oltre 3 anni abbiamo potuto dipingere quasi sempre senza dover coprire lavori altrui, per una linea così estesa eravamo pur sempre pochi.

Quando le nuove generazioni iniziarono a crossare i nostri vecchi pezzi, per tanti fu un vero e proprio schock, la fine di un’epoca. Alcuni si ritirarono altri si adeguarono alle nuove regole del gioco. Ma in verità non fu che l’inizio di un’altra epoca, sotto tanti aspetti importante come quella precedente: coloro che non vollero accettarlo, furono presto sorpassati dal treno della storia.
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      1. […] THP e SIC, insieme a poche altre crews furono tra gli iniziatori e “dominatori” delle Ferrovie Nord, con una sterminata quantità di pannelli, e2e, wholecar, dal 1992-93 fino almeno al 1996-97 (periodo in cui cominciarono ad arrivare molte nuove crew di scuola diversa), come racconta AirOne stesso. […]

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